Il progetto The Cast racconta il tuo mondo, ma anche il punto di vista di molte altre persone che hanno voglia di scambiare stimoli e suggestioni legati all’arte e alla cultura. Ce lo spieghi?

Uniqueness vuole essere un progetto stimolante, coinvolgente. Ormai raccontare il proprio lavoro e le collezioni non è più sufficiente a rendere partecipi le persone. Chi ama il marchio e il mio lavoro deve poter partecipare al processo creativo e io ho voglia di condividere gli spunti creativi quando sono ancora sul nascere.

THE CAST of Uniqueness chiama tutti a dare la propria opinione su un tema che lancio di settimana in settimana: ne nasce un confronto molto stimolante e spesso inaspettato.

 

 

 

Al Fashion Camp ci occupiamo di moda e nuove tecnologie: che ruolo hanno e come vengono integrati nel tuo lavoro quotidiano?

Il mio quotidiano è intriso di moda e tecnologia, e non solo nel lavoro: Faccio ricerca costantemente online, comunico con Twitter, grazie ai blogger scopro realtà che non conoscevo..direi che le nuove tecnologie hanno un ruolo decisamente importante nel correlare tutti questi aspetti.

 

Il tema di questa edizione di Fashion Camp è rEvolution: cosa significa per te?

Lo sento molto calzante, la rivoluzione è un po’ quello che sto mettendo in atto con Uniqueness, cambiando il modo di comprare, di percepire le tempistiche e i marchi, cambiando anche il modo di comunicare. Tutto quello é estremement dinamico, un’evoluzione appunto.

 

Sarai al Fashion Camp per presentare una delle unconferences dal tema “Fashion digital story telling; How brands become publishers”. Come vedi l’evoluzione dei marchi di moda con l’aumento dell’influenza dei media digitali?

Il web é una nuova “piazza” io ho deciso di aprire il mio atelier e dialogare con il mio pubblico. Pensiamo all’influenza dei blogger sulla percezione di un marchio, in questo senso i marchi stessi non possono fare scudo all’influenza dei media, si devono aprire ad essi. E una nuova opportunità e va colta.

 

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