Presentatevi e presentate la vostra attività
La Rosa si occupa di moda dal 1922 creando meravigliose sculture-manichino per le più importanti e prestigiose vetrine mondiali. Negli anni ’70 la famiglia Rigamonti ne acquisisce la proprietà e l’avvento di Gigi Rigamonti come art director diede una svolta epocale al marchio. L’ apporto stilistico di Gigi Rigamonti, rappresentò e rappresenta  il vero  business dell’azienda. La dote artistica  di  Rigamonti seppe trarre beneficio dalle iniziative artistiche commissionate dalle maison di moda più importanti al mondo  per progetti che tuttora sono negli annali del settore (Valentino, Armani, Versace, Dior, Givenchy, Balenciaga, etc…).

Un esempio, la rivoluzionaria proposta del manichino ‘Tosca’ ovvero l’essenza della scultura e l’antimanichino per eccellenza. ‘Tosca’ fu l’emblema delle del marchio Versace negli anni ‘80, e ancora oggi rimane una pietra miliare nella storia del manichino. Venne poi la collezione ‘Bizzare’ che stravolse il concetto di manichino naturale: la posizione, il make -up e il trucco raccontavano una storia tutta al femminile con un’aggressività sensuale esaltando il movimento e la dinamicità come espressione di bellezza, una donna nuova che stava nascendo, indipendente e affermata, che sapeva ciò che voleva. La versatilità dei prodotti, l’originalità delle collezioni sono stati i punti cardine di un successo consolidato. Il prodotto La Rosa S.p.a è riconoscibilissimo sia per il dato stilistico che per la ricercatezza delle finiture, rese possibili dagli investimenti sull’immagine del prodotto.

Quale pensate che sia il rapporto tra moda e tecnologia?
Moda e tecnologia, un binomio alla base della nostra filosofia aziendale. Produciamo moda utilizzando sofisticata tecnologia:  ricerca ed innovazione sono per noi  alla base di ciascun processo produttivo, nelle infrastrutture impiegate così come nei materiali.  L’azienda utilizza unicamente materiali riciclati e riciclabili nel pieno rispetto dell’ambiente e delle norme istituite dalla Comunità Europea e che garantiscono il perfetto manufatto“Made in Italy”. Una “eco-industria” quindi che vanta addirittura due stabilimenti nel milanese; ampiamente automatizzati occupano una superficie di 10.000 mq e che garantiscono la piena tutela degli operatori e dell’ ambiente. Un percorso evolutivo reso possibile grazie anche all’avvento in azienda  di Mattia Rigamonti (C.E.O), che  coordina  attivamente gli investimenti eco-strutturali dell’azienda. Dagli investimenti strutturali importanti , alla tecnologia informatica  per la  realizzazione degli stampi, all’impianto di “post-combustione” che riduce le emissioni nocive in atmosfera del 94%. Robot antropomorfi salvaguardano gli operatori, miscelando solventi e vernici e otto isole  di finitura  completamente automatizzate,  imputate al finissaggio. Essere ‘carbon neutral’ per l’ azienda  significa, analizzare il ciclo di vita dei manichini, dall’acquisizione di materie prime fino al riciclo, utilizzando fonti di energia alternative, come quella solare, prodotta da un impianto fotovoltaico di proprietà.

Quale pensate che sarà il futuro della moda?
Le tendenze  e gli stili si ripropongono in maniera  ciclica anche se ‘in chiave aggiornata’. Ambizioso potrebbe essere un progetto legato alla moda inedito nel suo genere, no?

La Rosa ha fornito uno dei suoi manichini ad ART-Sharing per il suo workshop.

Share